
L'abitato
di Ramiseto si innalza in corrispondenza di una piccola
dorsale arenacea situata alla sinistra del torrente
Lonza. Il luogo è citato in un giuramento del 1216,
e compare nuovamente nel 1315 tra i comuni del distretto
reggiano. Appartenne ai feudi delle famiglie dei Terzi
e dei Vallisneri, che vi ebbero giurisdizione fino alla
soppressione napoleonica. Il moderno paese di Ramiseto
si estende a valle dell'antico borgo, in cui vecchi
caseggiati fiancheggiano per un breve tratto la strada
diretta a Succiso-Aulla. I fabbricati sono distribuiti
scalarmente lungo il pendio articolandosi in corrispondenza
di una linea di costa che conduce alla chiesa parrocchiale.
L'edificio religioso, già esistente nel 1256 in un luogo,
però, diverso dalla collocazione attuale; quest'ultima
venne infatti aperta al culto nel 1827. Il patrimonio
storico-architettonico di Ramiseto contempla un edificio
di notevole interesse, situato all'estremità occidentale
dell'abitato. La costruzione è infatti indicativa dei
modelli architettonici quattrocenteschi in uso nell'alto
appennino reggiano; interventi di ristrutturazione hanno
però in parte modificato la costruzione, che fino a
tempi recenti conservava un ampio portale ad arco. Si
può notare il caratteristico ingresso sopraelevato difensivo
diretto al piano residenziale recante sull'architrave
alcuni bassorilievi simbolici ed il millesimo "1495".
Numerose altre costruzioni conservano caratteri architettonici
originali; le diverse dimore sono affiancate da stalle-fienili
a due falde con tetto in lastre e muratura in pietra
a vista. Una pregevole immagine sacra in mermo apuano,
recante il millesimo "1775", spicca all'interno
di una nicchia che prospetta la strada diretta in val
d'Enza
.
CECCIOLA
Il
borgo di Cecciola occupa i declivi occidentali del monte
Lungo, alla destra del torrente Liocca ed in posizione
prospiciente il paese di Miscoso.Antico possesso dei
Vallisneri, era collegato al parmense tramite una mulattiera,
in parte lastricata, che conduceva a Vairo oltrepassando
l'Enza su un antico ponte ad arco, ora distrutto. La
tradizione locale afferma che questo ponte era stato
costruito da Matilde di Canossa per collegare le due
sponde dell'Enza. Cecciola è uno dei più significativi
borghi della montagna reggiana. Conserva un centro storico
assai articolato con numerosi sottopassi ad arco, corti
e loggiati, tutti collegati da un fitto intreccio di
piccoli viottoli acciottolati su cui si affacciano portali,
finestre e tabernacoli. L'impianto urbanistico è di
tipo differenziato, con volumi strettamente contigui
per limitare le esposizioni ai venti dominanti ed alle
difficili condizioni climatiche. Nel borgo sono ancora
presenti antichi edifici che illustrano aspetti originali
dell'architettura montanara dell'appennino reggiano:
pianta quadrata con ampia superficie articolata su due
piani, manto di copertura in lastre di pietra e poche
finestre, riquadrate in arenaria finemente zigrinata.
La tipologia di questa "casa montanara" ricalca
modelli assai antichi che si collegano direttamente
alla "caminata" medioevale. La piccola chiesa,
dedicata a Maria Assunta, mostra in facciata un pregevole
portale in pietra scolpito e datato "1885";
altri millesimi incisi su conci di pietra della costruzione
sono invece del 1700. Nel paese si osservano numerosi
portali di forme differenti: il più antico sino ad oggi
rintracciato porta la data del 1592. Numerose maestà
in marmo spiccano dalle murature delle abitazioni: raffigurano
diversi santi, generalmente scolpiti a rilievo; talvolta
una piccola edicola o un pilastrino racchiudono immagini
sacre di maggiori dimensioni e spesso di pregevole fattura.
Una tradizione orale afferma che alcuni abili scalpellini
carraresi, già arruolati forzatamente nell'esercito
toscano, avevano disertato e si erano rifugiati a Cecciola:
da questi sarebbero poi discesi i numerosi scalpellini
che fino a non molti anni addietro lavoravano la dura
arenaria locale ed a cui si deve la realizzazione di
gran parte dei portali, dei bassorilievi e degli edifici
ancora visibili.
GAZZOLO
Gazzolo
è una piccola frazione situata alle falde orientali
del monte Frecana. Il centro è situato vicino al luogo
ove sorgeva il castello detto "delle gazze",
di cui restano ora soltanto pochi ruderi. La chiesa
di Gazzolo, eretta nel 1637, presenta un portale quadrangolare
sormontato da un frontespizio modanato spezzato con
un'icona marmorea raffigurante S. Rocco, a cui è dedicata.
Nella località sono presenti tuttora due case a torre.
La prima, situata all'interno del borgo, ha subito alcuni
rimaneggiamenti: sono tuttavia visibili alcune archibugiere,
un cordolo di colombaia con finestrella ed un concio
con millesimo "1745". All'uscita dell'abitato,
nei pressi della chiesa, si osserva il complesso monumentale
di Casa Cavalieri, di cui si evidenzia la slanciata
torre cui è aggregata una serie di edifici con caratteri
architettonici riferibili dal XV al XVIII secolo, tra
cui si segnala un portale a mensole convesse, una finestrella
ed un secondo portale decorato da una rosa a quattro
petali. L'ingresso è sormontato da un arco a tutto sesto
datato "1756", mentre un terzo portale con
arco a botte e stipiti decorati a bugne riporta la data
"1639". Nelle adiacenze si segnalano infine
due finestre quadrangolari di fattura quattrocentesca
aperte nel paramento di una probabile casa a torre rimaneggiata:
la finestra superiore reca in architrave il millesimo
"1480", la croce greca e due rose a sei petali
inscritte.
MISCOSO
La località è situata alle falde del
monte Corna tra il fiume Enza e il torrente Liocca.
Anche per Miscoso sono evidenti i criteri climatici-geografici
che sono alla base della localizzazione di numerosi
insediamenti appenninici: il nucleo rurale è infatti
rivolto ad oriente in posizione protetta dai forti venti
occidentali.In corrispondenza dei cortili circostanti
l'abitato, sorgono gli ultimi segni dell'originale paesaggio
agrario, caratterizzato da una fitta rete di siepi e
muretti confinari che delimitano un gran numero di piccoli
appezzamenti. A est dell'abitato, in posizione fresca
e riparata, si estende un vasto castagneto, mentre poco
più a valle è ancora percorribile l'antica mulattiera
diretta al vecchio mulino, alimentato dalle acque del
torrente Liocca.Il paesaggio architettonico di Miscoso
è contraddistinto dall'alta torre campanaria annessa
alla chiesa; l'edificio religioso, consacrato nel 1667,
conserva un pregevole portale datato 1715. E' tradizione
che la primitiva chiesa sorgesse in un luogo differente
dall'attuale. Nonostante le molteplici trasformazioni
è ancora possibile cogliere alcuni aspetti significativi
del vecchio borgo. Tra questi sono degni di nota alcuni
portali ad arco, stretti sottopassi, brevi tratti di
antico selciato ed alcuni elementi scultorei di recupero
attribuibili al tardo Medioevo. Al pari degli altri
borghi dell'alto appennino situati lungo le vallate
dell'Enza e del Secchia, anche a Miscoso sono assai
diffuse le immagini devozionali in marmo apuano: alcune
di queste sono di elevata qualità artistica e recano
millesimi dal XVII e XVIII secolo.
NIGONE
Piccolo nucleo rurale situato alle
falde settentrionali del monte Calvario, nell'alta Val
Lonza. La chiesa di Nigone si innalza in prossimità
di un dirupato affioramento di rocce vulcaniche che
domina la sottostante vallata del Lonza. Ad ovest dell'abitato
si stagliano i ruderi di un'antica rocca abbarbicata
sulla sommità di una guglia di arenaria: la presenza
congiunta della chiesa e della rocca attesta l'antica
origine dell'insediamento, la cui conformazione è tipicamente
medioevale. I caseggiati del borgo di Valmezzana, accorpati
in un'unica schiera articolata lungo il pendio, conservano
avanzi di antiche murature. Nell'estremità superiore
della schiera edilizia è situata la dimora signorile
dei nobili Da Vallisnera: in facciata è visibile un
pregevole portale riquadrato in arenaria recante lo
stemma di famiglia. La massiccia anta lignea che sbarra
l'ingresso è decorata ad intaglio con raffigurazioni
del leone rampante e dell'aquila coronata. A breve distanza
dal fabbricato si innalza un pilastro votivo con tabernacolo
in arenaria al cui interno é posta una pregevole icona
marmorea settecentesca. La chiesa parrocchiale, dedicata
a S. Maria Assunta, venne eretta a collegiata agli inizi
del XVIII secolo. Il fabbricato attuale risente delle
numerose ricostruzioni intercorse durante i secoli;
dell'edificio primitivo rimangono tuttavia alcuni conci
squadrati in arenaria, capitelli e una scultura zoomorfa
di origine medioevale. Una dicitura risalente al 1739,
visibile su uno degli ingressi, attesta l'anno di rifacimento.
L'antica rocca delle Tegge è attualmente ridotta
a poche mura sbrecciate. E' ancora oggi percorribile
la mulattiera di accesso che conduce al fabbricato risalendo
il fianco settentrionale del colle; alcune scarpate,
avanzi di muratura e la notevole ampiezza dello spazio
sommitale attestano l'importanza che questa struttura
difensiva ebbe nel passato.
PIEVE SAN VINCENZO
Villa
situata presso la confluenza del rio Andrella con il
fiume Enza. Il luogo è nominato nel 1197 per una riconciliazione
avvenuta tra Guglielmo Vallisneri e l'abate di Marola.
La chiesa dei S.S. Vincenzo ed Anastasio era un'antichissima
Pieve del Vescovado Parmense. La tradizione vuole che
questa chiesa fosse edificata dalla Contessa Matilde,
la quale aveva in questi luoghi vasti possedimenti.
Su un muro della canonica è riportata una lastra in
arenaria con la scritta: "NON TI FIDAR DI CHI SIA
- CH'AL FINE SI VA RODENDO - D'AMICIZIA IL CRINE - C.N.F.
DIE 2 JULI 1661". La recente chiesa ricostruita
in falso stile romanico conserva dell'antica Pieve solo
un frammento di capitello e il fonte battesimale.
SUCCISO
Il
borgo, situato sui versanti alla destra del torrente
Liocca, è costituito da tre gruppi di caseggiati posti
a quote differenti. L'impianto urbanistico dell'abitato
è caratterizzato da una conformazione a nuclei sparsi
circondati da estesi coltivi. L'instabile natura del
terreno si riflette negativamente sull'assetto dei caseggiati,
la maggior parte dei quali ha subito danneggiamenti
ad opera dei movimenti franosi avvenuti nel corso degli
anni. All'interno del nucleo abitato situato a quota
inferiore sono visibili numerosi elementi costruttivi
in arenaria scolpita. Il ripetersi dei movimenti franosi
ha determinato la periodica ricostruzione degli originali
fabbricati, che hanno tuttavia spesso conservato artistici
portali ad arco di tipologia sei-settecentesca. All'interno
di alcuni cortili è visibile il caratteristico selciato
di lastre di pietra disposte a spina di pesce. Tutt'attorno
al paese si innalzano pilastrini votivi in arenaria,
che si spingono anche all'interno del borgo: i manufatti
racchiudono pregevoli bassorilievi in marmo risalenti
al XVIII secolo.