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RAMISETO:Confina a nord con il comune di Vetto e di Castelnovo ne' Monti; a est con il comune di Castelnovo ne' Monti e di Busana; a sud-est con il comune di Collagna e di Busana; a sud con Comano (MS); a ovest con il comune di Monchio delle Corti e Palanzano (PR).
Il territorio si estende in gran parte in zona montuosa. Nel comune sono presenti alcuni interessanti laghi e fiumi Lago Calamone, Lago Paduli, Lago di M.te Acuto, Fiume Enza, Fiume Lonza, Fiume Liocca) e include alcune tra le cime più alte dell'appennino reggiano (Alpe di Succiso, M.te Acuto e M.te Casarola e M.te Ventasso).
Tra i borghi più significativi si segnalano:Ramiseto capoluogo, Vicolo Borgo Vecchio, Castagneto, Cereggio, Gazzolo, Miscoso, Pieve San Vincenzo, Montemiscoso, Cecciola e Montedello.
Negli abitati di Cecciola e di Gazzolo troviamo numerose case a torre, antichi edifici che caratterizzarono la montagna reggiana e modenese nel basso medioevo con funzione di abitazione e difesa.
Nel comune vi sono numerosi mulini, tra cui quello di Campogrande (a 7 km dal capoluogo sul torrente Maore) in funzione dal 1800, probabilmente il più grande della montagna reggiana, con ben sette macine idrauliche. A Cecciola si trova un'altro mulino il "Mulino Briselli" vicino al fiume Liocca ancora in ottimo stato ma ormai non piu' utilizzato perchè dall'alluvione del 1972 il letto del fiume fu spostato di parecchi metri dalla struttura.
Il settore primario riguarda principalmente l'allevamento di bovini da latte che sostiene la produzione di Parmigiano Reggiano nei tre caseifici di Castagneto, Fornolo, Gazzolo.
 

RamisetoL'abitato di Ramiseto si innalza in corrispondenza di una piccola dorsale arenacea situata alla sinistra del torrente Lonza. Il luogo è citato in un giuramento del 1216, e compare nuovamente nel 1315 tra i comuni del distretto reggiano. Appartenne ai feudi delle famiglie dei Terzi e dei Vallisneri, che vi ebbero giurisdizione fino alla soppressione napoleonica. Il moderno paese di Ramiseto si estende a valle dell'antico borgo, in cui vecchi caseggiati fiancheggiano per un breve tratto la strada diretta a Succiso-Aulla. I fabbricati sono distribuiti scalarmente lungo il pendio articolandosi in corrispondenza di una linea di costa che conduce alla chiesa parrocchiale. L'edificio religioso, già esistente nel 1256 in un luogo, però, diverso dalla collocazione attuale; quest'ultima venne infatti aperta al culto nel 1827. Il patrimonio storico-architettonico di Ramiseto contempla un edificio di notevole interesse, situato all'estremità occidentale dell'abitato. La costruzione è infatti indicativa dei modelli architettonici quattrocenteschi in uso nell'alto appennino reggiano; interventi di ristrutturazione hanno però in parte modificato la costruzione, che fino a tempi recenti conservava un ampio portale ad arco. Si può notare il caratteristico ingresso sopraelevato difensivo diretto al piano residenziale recante sull'architrave alcuni bassorilievi simbolici ed il millesimo "1495". Numerose altre costruzioni conservano caratteri architettonici originali; le diverse dimore sono affiancate da stalle-fienili a due falde con tetto in lastre e muratura in pietra a vista. Una pregevole immagine sacra in mermo apuano, recante il millesimo "1775", spicca all'interno di una nicchia che prospetta la strada diretta in val d'Enza

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CECCIOLA

CecciolaIl borgo di Cecciola occupa i declivi occidentali del monte Lungo, alla destra del torrente Liocca ed in posizione prospiciente il paese di Miscoso.Antico possesso dei Vallisneri, era collegato al parmense tramite una mulattiera, in parte lastricata, che conduceva a Vairo oltrepassando l'Enza su un antico ponte ad arco, ora distrutto. La tradizione locale afferma che questo ponte era stato costruito da Matilde di Canossa per collegare le due sponde dell'Enza. Cecciola è uno dei più significativi borghi della montagna reggiana. Conserva un centro storico assai articolato con numerosi sottopassi ad arco, corti e loggiati, tutti collegati da un fitto intreccio di piccoli viottoli acciottolati su cui si affacciano portali, finestre e tabernacoli. L'impianto urbanistico è di tipo differenziato, con volumi strettamente contigui per limitare le esposizioni ai venti dominanti ed alle difficili condizioni climatiche. Nel borgo sono ancora presenti antichi edifici che illustrano aspetti originali dell'architettura montanara dell'appennino reggiano: pianta quadrata con ampia superficie articolata su due piani, manto di copertura in lastre di pietra e poche finestre, riquadrate in arenaria finemente zigrinata. La tipologia di questa "casa montanara" ricalca modelli assai antichi che si collegano direttamente alla "caminata" medioevale. La piccola chiesa, dedicata a Maria Assunta, mostra in facciata un pregevole portale in pietra scolpito e datato "1885"; altri millesimi incisi su conci di pietra della costruzione sono invece del 1700. Nel paese si osservano numerosi portali di forme differenti: il più antico sino ad oggi rintracciato porta la data del 1592. Numerose maestà in marmo spiccano dalle murature delle abitazioni: raffigurano diversi santi, generalmente scolpiti a rilievo; talvolta una piccola edicola o un pilastrino racchiudono immagini sacre di maggiori dimensioni e spesso di pregevole fattura. Una tradizione orale afferma che alcuni abili scalpellini carraresi, già arruolati forzatamente nell'esercito toscano, avevano disertato e si erano rifugiati a Cecciola: da questi sarebbero poi discesi i numerosi  scalpellini che fino a non molti anni addietro lavoravano la dura arenaria locale ed a cui si deve la realizzazione di gran parte dei portali, dei bassorilievi e degli edifici ancora visibili.

GAZZOLO

GazzoloGazzolo è una piccola frazione situata alle falde orientali del monte Frecana. Il centro è situato vicino al luogo ove sorgeva il castello detto "delle gazze", di cui restano ora soltanto pochi ruderi. La chiesa di Gazzolo, eretta nel 1637, presenta un portale quadrangolare sormontato da un frontespizio modanato spezzato con un'icona marmorea raffigurante S. Rocco, a cui è dedicata. Nella località sono presenti tuttora due case a torre. La prima, situata all'interno del borgo, ha subito alcuni rimaneggiamenti: sono tuttavia visibili alcune archibugiere, un cordolo di colombaia con finestrella ed un concio con millesimo "1745". All'uscita dell'abitato, nei pressi della chiesa, si osserva il complesso monumentale di Casa Cavalieri, di cui si evidenzia la slanciata torre cui è aggregata una serie di edifici con caratteri architettonici riferibili dal XV al XVIII secolo, tra cui si segnala un portale a mensole convesse, una finestrella ed un secondo portale decorato da una rosa a quattro petali. L'ingresso è sormontato da un arco a tutto sesto datato "1756", mentre un terzo portale con arco a botte e stipiti decorati a bugne riporta la data "1639". Nelle adiacenze si segnalano infine due finestre quadrangolari di fattura quattrocentesca aperte nel paramento di una probabile casa a torre rimaneggiata: la finestra superiore reca in architrave il millesimo "1480", la croce greca e due rose a sei petali inscritte.

MISCOSO

La località è situata alle falde del monte Corna tra il fiume Enza e il torrente Liocca. Anche per Miscoso sono evidenti i criteri climatici-geografici che sono alla base della localizzazione di numerosi insediamenti appenninici: il nucleo rurale è infatti rivolto ad oriente in posizione protetta dai forti venti occidentali.In corrispondenza dei cortili circostanti l'abitato, sorgono gli ultimi segni dell'originale paesaggio agrario, caratterizzato da una fitta rete di siepi e muretti confinari che delimitano un gran numero di piccoli appezzamenti. A est dell'abitato, in posizione fresca e riparata, si estende un vasto castagneto, mentre poco più a valle è ancora percorribile l'antica mulattiera diretta al vecchio mulino, alimentato dalle acque del torrente Liocca.Il paesaggio architettonico di Miscoso è contraddistinto dall'alta torre campanaria annessa alla chiesa; l'edificio religioso, consacrato nel 1667, conserva un pregevole portale datato 1715. E' tradizione che la primitiva chiesa sorgesse in un luogo differente dall'attuale. Nonostante le molteplici trasformazioni è ancora possibile cogliere alcuni aspetti significativi del vecchio borgo. Tra questi sono degni di nota alcuni portali ad arco, stretti sottopassi, brevi tratti di antico selciato ed alcuni elementi scultorei di recupero attribuibili al tardo Medioevo. Al pari degli altri borghi dell'alto appennino situati lungo le vallate dell'Enza e del Secchia, anche a Miscoso sono assai diffuse le immagini devozionali in marmo apuano: alcune di queste sono di elevata qualità artistica e recano millesimi dal XVII e XVIII secolo.

NIGONE

Piccolo nucleo rurale situato alle falde settentrionali del monte Calvario, nell'alta Val Lonza. La chiesa di Nigone si innalza in prossimità di un dirupato affioramento di rocce vulcaniche che domina la sottostante vallata del Lonza. Ad ovest dell'abitato si stagliano i ruderi di un'antica rocca abbarbicata sulla sommità di una guglia di arenaria: la presenza congiunta della chiesa e della rocca attesta l'antica origine dell'insediamento, la cui conformazione è tipicamente medioevale. I caseggiati del borgo di Valmezzana, accorpati in un'unica schiera articolata lungo il pendio, conservano avanzi di antiche murature. Nell'estremità superiore della schiera edilizia è situata la dimora signorile dei nobili Da Vallisnera: in facciata è visibile un pregevole portale riquadrato in arenaria recante lo stemma di famiglia. La massiccia anta lignea che sbarra l'ingresso è decorata ad intaglio con raffigurazioni del leone rampante e dell'aquila coronata. A breve distanza dal fabbricato si innalza un pilastro votivo con tabernacolo in arenaria al cui interno é posta una pregevole icona marmorea settecentesca. La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Maria Assunta, venne eretta a collegiata agli inizi del XVIII secolo. Il fabbricato attuale risente delle numerose ricostruzioni intercorse durante i secoli; dell'edificio primitivo rimangono tuttavia alcuni conci squadrati in arenaria, capitelli e una scultura zoomorfa di origine medioevale. Una dicitura risalente al 1739, visibile su uno degli ingressi, attesta l'anno di rifacimento. L'antica rocca delle Tegge è attualmente ridotta  a poche mura sbrecciate. E' ancora oggi percorribile la mulattiera di accesso che conduce al fabbricato risalendo il fianco settentrionale del colle; alcune scarpate, avanzi di muratura e la notevole ampiezza dello spazio sommitale attestano l'importanza che questa struttura difensiva ebbe nel passato.

PIEVE SAN VINCENZO

Pieve di San VincenzoVilla situata presso la confluenza del rio Andrella con il fiume Enza. Il luogo è nominato nel 1197 per una riconciliazione avvenuta tra Guglielmo Vallisneri e l'abate di Marola. La chiesa dei S.S. Vincenzo ed Anastasio era un'antichissima Pieve del Vescovado Parmense. La tradizione vuole che questa chiesa fosse edificata dalla Contessa Matilde, la quale aveva in questi luoghi vasti possedimenti. Su un muro della canonica è riportata una lastra in arenaria con la scritta: "NON TI FIDAR DI CHI SIA - CH'AL FINE SI VA RODENDO - D'AMICIZIA IL CRINE - C.N.F. DIE 2 JULI 1661". La recente chiesa ricostruita in falso stile romanico conserva dell'antica Pieve solo un frammento di capitello e il fonte battesimale.

SUCCISO      

Succiso - maestà muraria ottocentescaIl borgo, situato sui versanti alla destra del torrente Liocca, è costituito da tre gruppi di caseggiati posti a quote differenti. L'impianto urbanistico dell'abitato è caratterizzato da una conformazione a nuclei sparsi circondati da estesi coltivi. L'instabile natura del terreno si riflette negativamente sull'assetto dei caseggiati, la maggior parte dei quali ha subito danneggiamenti ad opera dei movimenti franosi avvenuti nel corso degli anni. All'interno del nucleo abitato situato a quota inferiore sono visibili numerosi elementi costruttivi in arenaria scolpita. Il ripetersi dei movimenti franosi ha determinato la periodica ricostruzione degli originali fabbricati, che hanno tuttavia spesso conservato artistici portali ad arco di tipologia sei-settecentesca. All'interno di alcuni cortili è visibile il caratteristico selciato di lastre di pietra disposte a spina di pesce. Tutt'attorno al paese si innalzano pilastrini votivi in arenaria, che si spingono anche all'interno del borgo: i manufatti racchiudono pregevoli bassorilievi in marmo risalenti al XVIII secolo.

INDICAZIONI STRADALI
Altitudine m: Da 380 m.s.l.m a 2.017 m.s.l.m
Popolazione 2004, ab. 1.390
da Reggio Emilia 62 Km
da Parma 58 Km
dal casello autostradale di Reggio Emilia sulla A1( 63 Km )
dal casello autostradale di Aulla MS (54 Km)
dal casello autostradale di Parma sulla A1(64 Km)
dal casello autostradale di Aulla sulla A16 ( 54 Km)
dalla stazione ferroviaria di Reggio Emilia 62 Km
dalla stazione ferroviaria di Ciano d'Enza 26 Km
dalla stazione ferroviaria di Aulla (MS) 54 Km
dall'aeroporto di Bologna 120 Km
 
Percorso:
Da Reggio Emilia si percorre la SS 63 fino al bivio per Ramiseto, proseguendo sulla SP 15 fino al cartello Castagneto.
Da Parma: si percorre la SP 513R fino all'abitato di Vetto d'Enza (58 Km), si prosegue poi lungo la SP 53 (10 Km)
Da Aulla: si percorre la SP 665 per il P.sso del Lagastrello, per poi proseguire sulla SP 15 in direzione Ramiseto (54 Km)
 

Siamo raggiungibili anche con mezzi pubblici: pullman di linea A.C.T. da Castelnovo ne' Monti/Reggio Emilia.

www.actre.it

Orario Invernale Orario Estivo
 
"Al Castagneto" - Via Castagneto, 6 - Ramiseto (RE) | P.Iva 00276350352